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Barolo - Rosso e Segreti

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Barolo DOCG
Classificazione:
Denominazione di Origine Controllata e Garantita (dal 1980, uno dei primi DOCG d’Italia)
Zona di produzione:
Piemonte, nelle Langhe, provincia di Cuneo. Comprende 11 comuni, i più noti:
  • Barolo
  • La Morra
  • Monforte d'Alba
  • Serralunga d'Alba
  • Castiglione Falletto
    (Altri: Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, Novello, Roddi, Verduno)
Uve:
100% Nebbiolo
(Vietato l’uso di altri vitigni)

Stili e Affinamento
  • Barolo base: almeno 38 mesi di affinamento, di cui 18 in legno
  • Barolo Riserva: minimo 62 mesi totali, di cui 18 in legno
  • Alcuni comuni e vigneti (cru) sono rinomati per stili distinti:
    • La Morra: più elegante e profumato
    • Serralunga d’Alba: più tannico e longevo
    • Monforte: strutturato e austero

Caratteristiche del vino
Colore: rosso granato, con riflessi aranciati con l’età
  • Profumi: rosa appassita, violetta, ciliegia, cuoio, tabacco, spezie dolci, tartufo
  • Gusto: secco, corposo, tannini importanti, ottima acidità, lunghissima persistenza
  • Gradazione alcolica: min. 13% vol

Abbinamenti consigliati
Brasato al Barolo (ovviamente!)
  • Selvaggina in umido
  • Formaggi stagionati (Toma, Castelmagno, Parmigiano)
  • Tajarin al tartufo
  • Cinghiale, arrosti, stufati importanti

Curiosità
  • Definito “il re dei vini e il vino dei re”, era amato dalla nobiltà sabauda.
  • Invecchia straordinariamente bene: le migliori annate superano i 30 anni di evoluzione.
  • Il primo Barolo moderno fu prodotto nel 1800 grazie alla marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo e al conte di Cavour.

Origini Nobili e Strategiche
  • Il Barolo ha origini aristocratiche: fu promosso dalla Marchesa di Barolo, Giulia Falletti, nel XIX secolo, che trasformò un vino rustico e dolce in un grande rosso secco grazie alla collaborazione con Camillo Benso Conte di Cavour e l’enologo francese Louis Oudart.
  • La Marchesa voleva un vino degno delle corti europee: così nacque il “vino dei re”.

Nebbiolo, l’Uva Esigente
  • Il Nebbiolo è un vitigno “capriccioso”: germoglia presto e matura tardi, rendendolo sensibile alle intemperie, ma con un potenziale aromatico straordinario.
  • Deve il nome alla nebbia (nebbia in italiano) che spesso copre i vigneti in autunno oppure alla “patina” che ricopre gli acini.

Cru e Menzioni Geografiche
  • Dal 2010 è possibile indicare in etichetta le “Menzioni Geografiche Aggiuntive” (MGA), simili ai cru francesi.
    Esempi famosi:
    • Cannubi (Barolo): elegante, equilibrato
    • Bussia (Monforte d’Alba): robusto, strutturato
    • Vigna Rionda (Serralunga): austero, da lungo invecchiamento
    • Brunate (La Morra): profumato, vellutatoStili di Barolo: Tradizionale vs Moderno
  • Tradizionale: affinamento lungo in grandi botti di rovere (Slavonia), profili austeri, tannini severi ma eleganti nel tempo.
  • Moderno: barrique, maturazione più rapida, frutto più evidente, maggiore “accessibilità” da giovani.

Lunga vita al Barolo
  • Un Barolo di grande annata (es. 2010, 2016) può durare anche 40 anni in cantina, evolvendo in profumi di cuoio, tartufo, terra bagnata, spezie e liquirizia.
  • Invecchiandolo, da vino potente e tannico si trasforma in uno dei più raffinati vini al mondo.

Riconoscimenti e Mercato
  • Il Barolo è tra i vini italiani più ricercati all’estero, spesso presente in aste internazionali.
  • Cantine come Gaja, Giacomo Conterno, Bartolo Mascarello, Bruno Giacosa e Elio Altare sono considerati dei veri “maestri” di questa denominazione.


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